Claudio Strinati
Annamaria Russo (Aruss) è un'artista di cultura classica e di temperamento modernista. Trae l'impulso creativo, in lei fortissimo e inesauribile, da un'idea profondamente sedimentata nel suo animo di "tradizione" che vive con sincero radicamento alla sua terra e alla sua formazione avvenuta accanto a grandi maestri, maestri nel vero senso della parola, coloro, cioè, che ti trasmettono una seria e perfetta competenza tecnica e nel contempo provocano in te un drastico, spontaneo e intransigente amore per l'arte. La Russo ha imparato subito questa lezione, fin dai primissimi passi, e l'ha trasformata nel concreto della sua opera che è tutta improntata al contemperamento, si potrebbe azzardare, del caso e della necessità. Del caso, perché l'artista ha un approccio con la sua stessa arte di assoluta immediatezza e verità, Non pianifica a tavolino i suoi argomenti e i suoi soggetti, ma lascia che l'occasione e l'impulso la portino a individuare di volta in volta punti di osservazione e riflessione diversi, che solo a posteriori sarà possibile, per l'artista stessa e per i suoi fruitori, riscontrare come strettamente connessi gli uni con gli altri e tali da ricomporre nella nostra mente un percorso unitario e coerente. Della necessità perché la formidabile competenza acquisita da Annamaria Russo nel campo dell'incisione ad acquaforte e ad acquatinta, la induce a creare secondo un ordine sistematico, in cui l'artista arriva persino a rievocare le antiche idee del polittico, della molteplicità delle repliche continuamente variate nel timbro cromatico, della costituzione di sequenze narrative formulate, però, con il criterio della serie dove i singoli pezzi hanno intrinseco valore in sé ma lo moltiplicano specchiandosi gli uni A negli altri sempre simili e sempre diversi.
Certe sue opere, infatti, fanno esplicito riferimento alla dimensione del caos da cui tutto si genera, o al manifestarsi di forme al limite della possibilità di definizione o di indefinizione, e lei stessa li chiama i Fantasmi. Altre volte, ma senza nulla perdere di una ferrea coerenza, emergono in Annamaria le passioni ancestrali della sua terra e del suo radicamento, ed ecco Stabiae, ecco l'Antico che ritorna verso di noi in forme mosse e frementi, ecco gli Intrecci che costituiscono in sé e per sé un fattore figurativo determinante per l'artista.
La classicità di Annamaria Russo consiste nel puntare tutte le sue carte sull'idea dell'Armonia così come ce l'hanno insegnata gli antichi greci e romani e che la nostra artista continua a vedere nell'apparente mobilità e fragilità immagini, come una fermissima struttura mai persa di vista pur nelle continue peregrinazioni della fantasia. Glielo hanno insegnato la sua terra sannita e i maestri veri e propri quali Capogrossi e Ciarrocchi. Glielo ha insegnato la sua personalissima interpretazione di certe linee di tendenza del nostro grande Novecento, prima fra tutte quella promanante da Giorgio Morandi in quella sottile sintonia di ferrea determinazione nella costruzione dell'immagine e di aerea leggerezza della percezione, due fattori concomitanti che rendono l'arte di Annamaria cosi affascinante, solenne e sensibile al contempo. Si avverte nelle sue opere l'esito di un lavoro appassionato che invece di Sovraccaricare lo spazio dell'immagine lo rende terso, netto, permeabile all'osservazione attenta e coinvolta scaturendone quell' inscindibile binomio tra segno e colore che giustamente dà il titolo alla mostra stessa. L'arte della Russo è un tragitto, unitario e consequenziale, in cui non esistono remore alla formulazione di immagine. un'astrattista? piuttosto una evocatrice di senso, con forti residui di figuratività dentro immagini apparentemente scardinate da un rapporto diretto con qualsivoglia forma di verosimiglianza? l'una e l'altra insieme, senza che vi sia alcuna incoerenza in un'arte che come questa ha la sacrosanta aspirazione di porsi come assoluta, nel senso letterale del termine, sciolta, cioè, da qualunque obbligo che non sia quello di onorare la propria fervida ispirazione e la propria acuta attitudine immaginativa, in un mondo di bellezza ed equilibro ben riscontrabile adesso in questo gruppo di opere, non numerosissimo (una trentina di pezzi sono qui esposti) ma più che sufficiente per delineare la figura di una potente e intima artista del nostro tempo.